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Integratori e nutrizione | Come rinforzare il sistema immunitario

Il nutrizionista ci spiega quali integratori assumere per aumentare le difese immunitarie

“Ma tutto quel che serve in una pillola non c’è…”.

No,  questa volta non è un filosofo del ‘600 a scrivere così, ma Cesare Cremonini.

Le sue parole mi sembrano perfette per chiarire il punto focale della questione: non c’è integrazione che possa compensare gli effetti di una cattiva alimentazione.

Le tegole del tetto non servono, se
non si ha una casa.

Ma questo non significa che non c’è nulla che possiamo aggiungere alle nostre abitudini, per potenziare le difese immunitarie.

 Un’alimentazione varia, con cibi freschi, biologici, del territorio, può fornire in teoria tutti i nutrienti.

Ma la teoria ha il brutto vizio di non corrispondere sempre alla pratica quotidiana e quindi, se si vogliono potenziare le proprie difese, si può pensare all’utilizzo di un buon integratore di vitamine e minerali, anche ricordando il fatto che a volte le infezioni, oltre ad essere l’effetto di una malnutrizione, ne sono anche causa, dal momento che possono sopprimere l’appetito fisiologico, diminuire l’assorbimento dei nutrienti e facilitarne la perdita.

In questo caso possiamo vedere l’assunzione di un integratore nutrizionale come una polizza di assicurazione contro un’eventuale carenza in micronutrienti: se non si ricorre a mega dosaggi non c’è rischio apprezzabile, ma se qualcosa nell’alimentazione quotidiana non è ottimale,  allora possiamo contare su uno scudo che ci aiuti a difenderci.

Per chi si allena intensamente, il rischio è sicuramente maggiore. È infatti dimostrato che gli atleti e gli sportivi in genere contraggono infezioni con frequenza spesso superiore rispetto agli individui sedentari o che si allenano blandamente.

Dopo una sessione prolungata e molto intensa infatti può verificarsi una momentanea depressione dell’attività del sistema immunitario, che lascerebbe aperta una finestra di opportunità per molti agenti infettivi e aumenterebbe di conseguenza il rischio di contrarre un’infezione.

Questi effetti sono mediati dall’azione del cortisolo e di alcune citochine ad azione infiammatoria.

Voglio ricordare qui alcuni nutrienti che possono essere impiegati per aiutare il nostro sistema immunitario.

(1) Carboidrati: la loro integrazione nella dieta porta a minori livelli di cortisolo in circolo, specialmente se si mantiene un livello ottimale di idratazione corporea.

(2) Acidi grassi polinsaturi: regolano in maniera diretta la funzione infiammatoria.

(3) Vitamina C e vitamina E: è nota la loro azione antiossidante e, soprattutto per la vitamina C, l’azione di controllo sui picchi di cortisolo. Ricordiamo che il cortisolo, oltre i livelli fisiologici, sopprime l’attività del sistema immunitario, aprendo la strada a possibili infezioni.

Prima di chiudere questo articolo, non posso non parlare dei Funghi Medicinali, la nuova frontiera dell’integrazione nutraceutica, che in realtà affonda le radici nel passato remoto (forse addirittura il ventottesimo secolo A.C.) della Medicina Tradizionale Cinese e Tibetana.

Questi funghi svolgono un’azione di modificazione della risposta biologica (BRM) grazie alla presenza di una classe di molecole chiamate Beta – Glucani, in grado di potenziare la risposta immunitaria, legandosi ai linfociti e attivandone, o meglio, mediandone le funzioni di difesa attraverso molteplici meccanismi biologici. Più alte sono la concentrazione e la variabilità di queste molecole segnale, maggiori sono lo spettro e l’efficacia di modulazione immunitaria.

I funghi medicinali maggiormente riconosciuti per la loro efficacia di rinforzo delle difese sono:

(1) Shitake

(2) Reishi

(3) Ganoderma

(4) Maitake

(5) Cordiceps;

Quest’ultimo è chiamato anche Fungo dell’Immortalità per le sue innumerevoli proprietà riconosciute da secoli ed oggi confermate da molti studi scientifici .

(ricordiamo, fra le altre, la capacità di modulare la produzione di cortisolo, di innalzare i livelli di DHEA e di testosterone, quella di aumentare i livelli di ATP fino al 30 % e  il flusso ematico nei vasi sanguigni, con aumento della resistenza fisica fino al 70 %  osservato in alcuni studi).

Ma, si badi bene, con i funghi medicinali non siamo nel campo del fai da te, e per poterli utilizzare al meglio, è opportuno chiedere il consiglio di un medico competente o di un nutrizionista.

La saggezza antica, frutto di secoli di sperimentazione e di processi di vera e propria selezione culturale, oggi viene in nostro aiuto. I funghi medicinali stanno vivendo un momento di notorietà e sono oggetto di ricerca incessante.

Questo mi porta ad un’altra citazione. Penso ad Antoni Gaudì, che un giorno disse che: “l’originalità è tornare alle origini”.

Parole le sue, mai così vere.

Andrea D’Alonzo.

Dott. Andrea D’Alonzo

Biologo Nutrizionista

Specializzato in nutrizione sportiva

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